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MUSEOMOLFETTA - Dopo un attento lavoro di restauro e di risistemazione degli ambienti, grazie a valenti e giovani ingegneri ed architetti, è stato inaugurato in via San Pietro, nel centro storico di Molfetta il Museo del Risorgimento e della Grande Guerra.

Il museo è stato intitolato al capitano  Domenico Picca di cui ricorre il centenario della morte e chiude una serie di iniziative che hanno preso il via lo scorso 4 novembre con la deposizione di una corona proprio presso la sua casa natale dove si è svolta una cerimonia commemorativa a cui è seguito un convegno storico sulla figura del decorato militare molfettese intitolato: “Il volto dell’ eroe, il valore dell’ uomo”.

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La cerimonia, a cui hanno preso parte autorità civili e militari, le associazioni combattentistiche e d’arma,  alcuni reduci e parenti del capitano Picca, è stata organizzata dall’ ANMIG e dall’ Associazione Eredi della Storia, rappresentate entrambe dal direttivo con i loro presidenti.

E’  stato il giovane  ricercatore dell’ Associazione, l’ing. Andrea de Gennaro  ad illustrare ai presenti come è nato il Museo, le peculiarità, le fasi del restauro, i cimeli conservati, le chicche che custodisce. In questo compito è stato affiancato da Sergio Ragno che ha raccontato le ore trascorse per rendere fruibile al pubblico il museo, restaurando tutti gli oggetti di grande valore affettivo donati nel tempo.

E’ stata poi ribadita l’ importanza dei giovani che stanno custodendo e portando avanti questo importante bagaglio storico tramandato dai nostri avi. E’ toccato poi al presidente dell’ Associazione Eredi della Storia, il dott. Michele Spadavecchia tracciare la figura storica del capitano Picca, che affrontò  le difficoltà della Grande Guerra conducendo il battaglione in azioni vittoriose.  Sacrificò la sua giovane vita per la Patria meritandosi la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

A tenere le fila degli interventi l’ avvocato Nico Bufi, presidente ANMIG, che ha salutato i numerosi presenti e di volta in volta accolto i numerosi ospiti tra cui  il vescovo Mons. Domenico Cornacchia, le autorità militari, il generale Giuseppe Picca, parente del decorato e  alcuni anziani soci centenari.

Un altro giovane ricercatore dell’ Associazione, l’ing.  Biagio Stoia ha tracciato il forte legame fra la Chiesa molfettese, i suoi vescovi e l’ Associazione: Ha ricordato alcuni episodi salienti legati a Mons. Gioia, Mons. Salvucci, Mons. Bello, Mons. Martella. Ognuno ha lasciato un segno indelebile.

Subito dopo la benedizione si è proceduto allo scoprimento della targa del museo, momento molto sentito e coinvolgente.

E’ seguita la visita al contenitore culturale  che contiene solo una piccola parte di divise, reperti, documentazione, fotografie e cimeli in possesso delle associazioni, derivanti da donazioni di privati.

I presidenti dei sodalizi auspicano quindi che si possa trovare una sede più grande ed idonea ad ospitare tutto il prezioso materiale storico perché i giovani conoscano il passato attraverso la microstoria dei loro predecessori e nello stesso evitino di commettere gli stessi errori.

Come ha detto il Vescovo, mai più guerre riconoscendo il valore e il sacrificio dei nostri caduti.

                                                                   

Paola Copertino

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MUSEOMOLFETTA - Dopo un attento lavoro di restauro e di risistemazione degli ambienti, grazie a valenti e giovani ingegneri ed architetti, è stato inaugurato in via San Pietro, nel centro storico di Molfetta il Museo del Risorgimento e della Grande Guerra.

Il museo è stato intitolato al capitano  Domenico Picca di cui ricorre il centenario della morte e chiude una serie di iniziative che hanno preso il via lo scorso 4 novembre con la deposizione di una corona proprio presso la sua casa natale dove si è svolta una cerimonia commemorativa a cui è seguito un convegno storico sulla figura del decorato militare molfettese intitolato: “Il volto dell’ eroe, il valore dell’ uomo”.

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La cerimonia, a cui hanno preso parte autorità civili e militari, le associazioni combattentistiche e d’arma,  alcuni reduci e parenti del capitano Picca, è stata organizzata dall’ ANMIG e dall’ Associazione Eredi della Storia, rappresentate entrambe dal direttivo con i loro presidenti.

E’  stato il giovane  ricercatore dell’ Associazione, l’ing. Andrea de Gennaro  ad illustrare ai presenti come è nato il Museo, le peculiarità, le fasi del restauro, i cimeli conservati, le chicche che custodisce. In questo compito è stato affiancato da Sergio Ragno che ha raccontato le ore trascorse per rendere fruibile al pubblico il museo, restaurando tutti gli oggetti di grande valore affettivo donati nel tempo.

E’ stata poi ribadita l’ importanza dei giovani che stanno custodendo e portando avanti questo importante bagaglio storico tramandato dai nostri avi. E’ toccato poi al presidente dell’ Associazione Eredi della Storia, il dott. Michele Spadavecchia tracciare la figura storica del capitano Picca, che affrontò  le difficoltà della Grande Guerra conducendo il battaglione in azioni vittoriose.  Sacrificò la sua giovane vita per la Patria meritandosi la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

A tenere le fila degli interventi l’ avvocato Nico Bufi, presidente ANMIG, che ha salutato i numerosi presenti e di volta in volta accolto i numerosi ospiti tra cui  il vescovo Mons. Domenico Cornacchia, le autorità militari, il generale Giuseppe Picca, parente del decorato e  alcuni anziani soci centenari.

Un altro giovane ricercatore dell’ Associazione, l’ing.  Biagio Stoia ha tracciato il forte legame fra la Chiesa molfettese, i suoi vescovi e l’ Associazione: Ha ricordato alcuni episodi salienti legati a Mons. Gioia, Mons. Salvucci, Mons. Bello, Mons. Martella. Ognuno ha lasciato un segno indelebile.

Subito dopo la benedizione si è proceduto allo scoprimento della targa del museo, momento molto sentito e coinvolgente.

E’ seguita la visita al contenitore culturale  che contiene solo una piccola parte di divise, reperti, documentazione, fotografie e cimeli in possesso delle associazioni, derivanti da donazioni di privati.

I presidenti dei sodalizi auspicano quindi che si possa trovare una sede più grande ed idonea ad ospitare tutto il prezioso materiale storico perché i giovani conoscano il passato attraverso la microstoria dei loro predecessori e nello stesso evitino di commettere gli stessi errori.

Come ha detto il Vescovo, mai più guerre riconoscendo il valore e il sacrificio dei nostri caduti.

                                                                   

Paola Copertino

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