Banner sfondo 1600  I VIAGGI DI AGATA

pizzaiolo290418Giovinazzo. Era una istituzione a Giovinazzo, e tutti hanno mangiato un panzerotto da lui. Il sindaco Tommaso Depalma ha voluto ricordarlo con parole dense di affetto

"Prendo una delle tante foto che girano in queste ore, perché una foto vale l'altra.

Penso che tanti di noi hanno un loro "scatto" nella memoria che ci riporta a Vincenzo, ma più in generale a tutta la sua famiglia. E' inutile girarci intorno, la Pizzeria "da Luigi" è uno dei simboli di un tempo che ha attraversato generazioni e cambiamenti della nostra città.

Quella pizzeria è stata anche un simbolo di vera integrazione per tutti noi, perché Luigi era un "forestiero" proveniente da Bitonto, ma attraverso il lavoro e la sua arte è diventato insieme alla sua famiglia un simbolo di Giovinazzo.

Oggi piangiamo la perdita di Vincenzo, che era un uomo semplice e immediato.

Pochi giri di parole e diceva sempre quello che pensava.

Mi mancheranno i suoi sfottò perché voleva essere intitolato una strada quale pizzaiolo con il più alto numero di pizze e panzerotti "stampati" su quella soglia di marmo che è stato il suo pianoforte per una vita intera.

Perché Vincenzo è stato un uomo di grande fatica. Io non lo ricordo mai in un abito diverso dalla sua maglia bianca, il grembiule da pizzaiolo e i pantaloni a quadrettini stretti da cuoco.

Ognuno ha nella propria memoria l'immagine di persone che vive e conosce in maniera più o meno intensa, ma ci sono persone come Vincenzo che sono il simbolo della dedizione al lavoro, alla famiglia, alla voglia di farcela orgogliosamente con le proprie forze. Cose che possono sembrare semplici e scontate, ma che così scontate non sono, tant'è che sento tanto sgomento in una larga parte di città per aver perso una persona speciale.

Perché queste persone, buone e oneste, quando ci lasciano, pur non avendo avuto le luci della ribalta, fanno rumore per il vuoto che lasciano, perché attraverso la loro vita e il loro impegno hanno scavato la roccia come l'acqua del mare. Un incedere costante che sfugge ai tanti, ma che lascia segni indelebili.

E allora GRAZIE Vincenzo per averci deliziato il palato e il tempo che ognuno di noi ha potuto passare con te. Il tempo di attendere una pizza o un panzerotto che forse era il momento più bello per sentirti parlare delle cose che sentivi di dire. Parlavamo del nostro Milan, piuttosto del marciapiede da sistemare (che riuscimmo a mettere a posto...), dei progetti di tua figlia, della città di Torino dove lei avrebbe vissuto e della strada che volevi essere intitolata.

Io non so se ciò accadrà mai, ma so per certo che strade o non strade, tu rimarrai nei cuori di tanti, perché avevi un talento tutto tuo.
Ti bastava poco per lasciare un segno.

Come il 13 Maggio 2014, erano le 12,00 circa, io andavo verso la partenza del Giro d' Italia con Mario Cipollini e Michele Emiliano e tu eri fuori alla tua "postazione" e non appena vedesti l'allora sindaco di Bari, lo chiamasti come ci si rivolge ad un amico, dicendogli se aveva voglia di un panzerotto speciale.

Io non so se Emiliano lo gradiva o meno in quel momento, ma penso che accettò il tuo invito, solo per come glielo avevi fatto.

Un invito semplice, sincero, da uomo del popolo vero. Un uomo onesto e un gran lavoratore.

Ciao Vincenzo ci mancherai”.

Aggiungi commento

 

Codice di sicurezza
Aggiorna


pizzaiolo290418Giovinazzo. Era una istituzione a Giovinazzo, e tutti hanno mangiato un panzerotto da lui. Il sindaco Tommaso Depalma ha voluto ricordarlo con parole dense di affetto

"Prendo una delle tante foto che girano in queste ore, perché una foto vale l'altra.

Penso che tanti di noi hanno un loro "scatto" nella memoria che ci riporta a Vincenzo, ma più in generale a tutta la sua famiglia. E' inutile girarci intorno, la Pizzeria "da Luigi" è uno dei simboli di un tempo che ha attraversato generazioni e cambiamenti della nostra città.

Quella pizzeria è stata anche un simbolo di vera integrazione per tutti noi, perché Luigi era un "forestiero" proveniente da Bitonto, ma attraverso il lavoro e la sua arte è diventato insieme alla sua famiglia un simbolo di Giovinazzo.

Oggi piangiamo la perdita di Vincenzo, che era un uomo semplice e immediato.

Pochi giri di parole e diceva sempre quello che pensava.

Mi mancheranno i suoi sfottò perché voleva essere intitolato una strada quale pizzaiolo con il più alto numero di pizze e panzerotti "stampati" su quella soglia di marmo che è stato il suo pianoforte per una vita intera.

Perché Vincenzo è stato un uomo di grande fatica. Io non lo ricordo mai in un abito diverso dalla sua maglia bianca, il grembiule da pizzaiolo e i pantaloni a quadrettini stretti da cuoco.

Ognuno ha nella propria memoria l'immagine di persone che vive e conosce in maniera più o meno intensa, ma ci sono persone come Vincenzo che sono il simbolo della dedizione al lavoro, alla famiglia, alla voglia di farcela orgogliosamente con le proprie forze. Cose che possono sembrare semplici e scontate, ma che così scontate non sono, tant'è che sento tanto sgomento in una larga parte di città per aver perso una persona speciale.

Perché queste persone, buone e oneste, quando ci lasciano, pur non avendo avuto le luci della ribalta, fanno rumore per il vuoto che lasciano, perché attraverso la loro vita e il loro impegno hanno scavato la roccia come l'acqua del mare. Un incedere costante che sfugge ai tanti, ma che lascia segni indelebili.

E allora GRAZIE Vincenzo per averci deliziato il palato e il tempo che ognuno di noi ha potuto passare con te. Il tempo di attendere una pizza o un panzerotto che forse era il momento più bello per sentirti parlare delle cose che sentivi di dire. Parlavamo del nostro Milan, piuttosto del marciapiede da sistemare (che riuscimmo a mettere a posto...), dei progetti di tua figlia, della città di Torino dove lei avrebbe vissuto e della strada che volevi essere intitolata.

Io non so se ciò accadrà mai, ma so per certo che strade o non strade, tu rimarrai nei cuori di tanti, perché avevi un talento tutto tuo.
Ti bastava poco per lasciare un segno.

Come il 13 Maggio 2014, erano le 12,00 circa, io andavo verso la partenza del Giro d' Italia con Mario Cipollini e Michele Emiliano e tu eri fuori alla tua "postazione" e non appena vedesti l'allora sindaco di Bari, lo chiamasti come ci si rivolge ad un amico, dicendogli se aveva voglia di un panzerotto speciale.

Io non so se Emiliano lo gradiva o meno in quel momento, ma penso che accettò il tuo invito, solo per come glielo avevi fatto.

Un invito semplice, sincero, da uomo del popolo vero. Un uomo onesto e un gran lavoratore.

Ciao Vincenzo ci mancherai”.

Aggiungi commento

 

Codice di sicurezza
Aggiorna

WEBtv